Cos’è la cultura? Come si può acquisire? Qual è il suo scopo?

La cultura è un patrimonio di conoscenza che abbraccia l’intero scibile umano ed il cui valore è incalcolabile.

La definizione generale riportata dai dizionari più comuni intende per cultura quel complesso di cognizioni, tradizioni, procedimenti tecnici, tipi di comportamento e simili trasmessi e usati sistematicamente, caratteristico di un dato gruppo sociale o di un popolo o di un gruppo di popoli dell’intera comunità. Non è possibile dare una definizione univoca di cultura perché le definizioni di cultura esistono in ogni ambito e per ogni disciplina, dalla letteratura alla filosofia, dall’antropologia all’architettura, fino a giungere ai moderni mass-media.

Oggigiorno, tuttavia, questo termine ha assunto due significati precipui. Innanzitutto la cultura è intesa come formazione dell’uomo, come prodotto della formazione umana, ovvero, l’insieme dei modi di vita, degli atteggiamenti, dei comportamenti e dei valori che sono alla base di una società storica. Ma cultura non è solo un insieme di nozioni, non è solo tutto ciò che viene appreso e interiorizzato o memorizzato. È anche ciò che viene trasmesso socialmente, arrivando quindi a comprendere e racchiudere in sé beni, idee, atteggiamenti, abitudini e quant’altro può venir tramandato di persona in persona e da una generazione alla successiva. In questa accezione, cultura diviene pertanto sinonimo di tradizione che, per essere trasmessa, si serve dei cosiddetti “ canali di comunicazione “ o di particolari “ agenzie educative”, quali ad esempio scuola , famiglia eccetera. Tuttavia il processo di acculturazione si attua secondo modalità del tutto soggettive e personali. La cultura, infatti, avvolge l’intero modo di vivere e di pensare delle singole persone. Nell’arco degli ultimi decenni si è registrato un incremento sempre più corposo dei mezzi di comunicazione di massa. Giornali, radio, televisione, cinema, teatro, ecc.si sono affiancati alle tradizionali  fonti di trasmissione della cultura assumendo un ruolo sempre più incisivo. Tuttavia, ciò che questi mezzi diffondono va sotto il nome di “ cultura di massa”, la quale non è altro che un insieme di informazioni, talvolta senza alcuna reale validità. La cultura, quella vera, si può infatti acquisire solo attraverso un consapevole lavoro che preveda l’ espansione delle proprie conoscenze. Si tratta di un lavoro che deve essere basato sulla volontà di ampliare i propri orizzonti conoscitivi, non limitandosi ad un apprendimento passivo basato sulle immagini visive o sul sentito dire, ma ragionando criticamente sugli stimoli che arrivano dalle varie fonti di informazione.

La scuola, come è ovvio, si prefigura come l’organo di trasmissione della cultura per eccellenza ma, a prescindere dalle peculiarità del sistema scolastico, è opportuno ricordare che vi sono altri istituti di cultura i quali si pongono a disposizione dell’intera collettività. Tali sono, ad esempio, le biblioteche, i musei, le gallerie,, le pinacoteche ed altre strutture analoghe, nelle quali le opportunità a disposizione dei visitatori vengono messe a frutto mediante l’iniziativa diretta degli interessati, i quali, studiando le opere dei maestri d’arte, hanno la possibilità di ampliare il proprio bagaglio conoscitivo e di allargare, così, la propria cultura. Recentemente, poi lo sviluppo delle nuove tecnologie informatiche ha portato alla diffusione di internet che dà accesso ad un infinità di notizie, dati e conoscenze. Tuttavia, a parer mio, sebbene i media tradizionali e quelli innovativi abbiano un importante ruolo culturale, essi non possono prendere il posto dei libri o dell’esperienza quotidiana che continuano ad essere maestri di vita. La cultura, infatti, è un processo di crescita individuale, ma rappresenta anche un fattore di progresso per l’intera società. Ci sono persone che pensano ancora che la cultura sia un qualcosa di astratto e, pertanto, inutile, e preferiscono dedicarsi a passatempi banali e senza scopo piuttosto che leggere un buon libro o assistere ad uno spettacolo teatrale che mette in scena un importante opera letteraria.

Eppure un uomo senza cultura è come un corpo senza anima incapace di affermare la propria personalità di esprimere pensieri costruttivi e di partecipare attivamente alla vita sociale. Lo studio, inoltre indispensabile per la conoscenza del mondo in cui viviamo, delle sue strutture. Rinunciare alla cultura, dunque, significa negare il nutrimento vitale al proprio cervello e provocarne il recesso.

Valentina Corrente

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